Ci sono eventi a cui si partecipa. E poi ci sono esperienze che, in qualche modo, continuano anche quando si torna a casa.
Domenica 20 settembre, negli spazi suggestivi della Fioreria Dario, ha preso vita proprio una di queste esperienze: non una presentazione di prodotti, né un evento finalizzato alla vendita, ma un viaggio sensoriale nella cura intima femminile, tra botanica, conoscenza del corpo, prevenzione, sensualità e amore per sé.

Alla base, un’idea tanto semplice quanto ancora poco presente nella quotidianità: imparare a prendersi cura della propria intimità prima che sia un problema a ricordarci che esiste.
Tre ambienti, tre gesti, un unico rituale.
Le partecipanti, accolte in piccoli gruppi, sono state accompagnate attraverso tre ambienti, ciascuno dedicato a un prodotto della linea MIA e a un diverso significato della cura.
L’obiettivo non era semplicemente raccontare cosa contiene un prodotto, ma farne comprendere il perché attraverso i sensi: toccare, annusare, assaggiare, ascoltare, scoprire.
Perché quando la conoscenza passa attraverso un’esperienza, ciò che si impara rimane in modo diverso.

Primo gesto: purificare
Il percorso è iniziato dall’igiene intima, accompagnato dal profumo fresco dell’eucalipto e da un racconto fatto di botanica e gesti: il taglio dell’opunzia, il cappero e gli attivi selezionati hanno introdotto Miasense, il detergente intimo della linea.

Al centro, il concetto di equilibrio: detergere non significa aggredire o semplicemente “sentirsi pulite”, ma rispettare una zona delicata e il suo ecosistema. Un gesto quotidiano che può diventare parte di una cultura più consapevole dell’intimità, soprattutto per le donne che convivono con fastidi e problematiche intime ricorrenti.

Secondo gesto: prendersi cura
La seconda stanza era dedicata a Miagyn, la crema intima, e alla prevenzione quotidiana.
Petali accompagnati da un’essenza di rosa hanno permesso alle partecipanti di avvicinarsi attraverso i sensi agli attivi che ispirano la formulazione. L’esperienza è poi diventata pratica, mostrando come e dove applicare correttamente una crema intima e affrontando il tema dell’idratazione, del comfort e dell’elasticità dei tessuti.
Particolare attenzione è stata dedicata al peptide biomimetico ad azione Botox-like presente nella formulazione. Il messaggio emerso è forse uno dei più importanti dell’intera esperienza: la prevenzione non comincia quando qualcosa non va, ma quando si impara a prendersi cura di ciò che sta bene.

Terzo gesto: il piacere
L’ultima stanza ha portato le partecipanti nella dimensione più intima del percorso, quella dedicata a Miasensual, il siero lubrificante, e alla relazione tra comfort, corpo, sensualità e coppia.

Il racconto del processo che dal quarzo conduce al dimeticone, spiegandone origine e trasformazione, ha fatto da introduzione a un tema molto più profondo: la distanza che può nascere quando l’intimità viene associata a bruciore, fastidio o dolore.
Il siero è diventato così il punto di partenza per parlare non soltanto di lubrificazione, ma del diritto di vivere la propria intimità con comfort, presenza e serenità. Una sensualità non costruita per essere guardata, ma vissuta: il piacere personale di sentirsi bene nel proprio corpo e libere di condividerlo con chi si ama.

Dietro MIA c’è anche l’esperienza della Dott.ssa Guidolin, che come ambassador della linea porta con sé un patrimonio prezioso: quello costruito attraverso l’incontro e l’ascolto di tantissime donne alla Clinica del Perineo.
Donne diverse per età, storia e momento della vita, ma spesso accomunate dalle stesse domande. Domande che non sempre trovano il coraggio di fare.
Fastidi considerati “normali”. Cambiamenti del corpo accettati in silenzio. Dubbi sull’igiene, sulla secchezza, sulla menopausa, sulla sessualità o semplicemente su come prendersi cura correttamente della propria intimità.
La Dott.ssa Guidolin ne diventa così non soltanto ambassador, ma voce di una nuova cultura della cura intima, nella quale parlare del proprio corpo non deve più creare imbarazzo.

Nessuna corsa all’acquisto. Forse questa è stata la parte più bella della giornata.
Al centro vi era l’esperienza, la conoscenza e le donne.
La Fioreria Dario, con le sue piante, i profumi, i fiori e la sua atmosfera, ha reso possibile qualcosa di difficile da spiegare soltanto con le parole: per qualche ora botanica e scienza, femminilità e prevenzione, intimità e sensualità hanno parlato la stessa lingua.
Quella della cura.
Perché prendersi cura della propria intimità dovrebbe essere naturale quanto prendersi cura di un fiore.

Osservarla. Conoscerla. Nutrirla. Rispettarne i tempi.
E non aspettare che qualcosa faccia male per ricordarci che esiste.
Redazione- Clymia






